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Lo Zen

Francesco Federico

 

 

Introduzione

 

Negli ultimi decenni si è notata, in Italia, una lenta ma progressiva diffusione delle culture orientali sotto forma di moda, religione e stile di vita. Per quanto spesso tali culture siano considerate un tutt’unico, spiccano per importanza e diffusione lo yoga e il buddhismo che in una sua forma tipicamente nipponica, lo zen, ha colpito l’immaginario collettivo tanto da divenire in principio una moda dal gusto orientaleggiante, in sèguito un vero e proprio punto di partenza per comprendere la cultura nipponica. Di fatti, molte delle arti tradizionalmente legate allo zen cominciano ad interessare gli italiani. Tanto per citare alcuni esempi, ci sono i concorsi di Haiku (breve componimento poetico spesso ermetico), corsi di preparazioni del tè (secondo il modello della cerimonia del tè giapponese), mostre di scrittura e da sempre corsi di arti marziali che per primi hanno cominciato a destare l’interesse di molti verso l’Oriente.

Non va dimenticato, tuttavia, che lo zen resta relegato, principalmente, in un àmbito prettamente elitario e rappresenta uno “stile di vita” ancora accessibile a pochi. Non mancano, però, associazioni e centri zen che preparano i neofiti alla comprensione di questa difficile filosofia-religione orientale.

Lo zen, dunque, per questa sua diffusione in Italia un po’ controversa (elitaria da un lato e fonte di curiosità generale dall’altro) risulta essere un interessante argomento di studio e di analisi.

Scopo di questa ricerca è la raccolta bibliografica di testi, in lingua italiana che, direttamente o indirettamente, trattano di questa forma di buddhismo. È stato interessante, oltre che motivo di sorpresa, notare come molti di questi testi affrontino lo zen con un approccio tecnico-scientifico. Non mancano comunque testi che usufruiscono del nome “zen” per il potere di attrazione che ha questo nome sull’italiano medio interessato a tali argomenti. A questo punto si potrebbe dire che la cultura orientale sia entrata lentamente in Italia con un approccio inizialmente esotico per poi diventare un vero e proprio mezzo di conoscenza della cultura orientale.

A tal proposito va aggiunto che la formazione di varie scuole zen in Italia[1], in particolar modo nel settentrione, mette in evidenza la grande diffusione che questo movimento religioso-filosofico ha assunto oggigiorno; ma sebbene lo zen oggi abbia acquistato anche in Italia il suo valore di “religione”, non sorprende vedere nelle librerie testi che riguardano lo zen catalogati in settori dedicati all’esoterismo e/o scienze occulte. Questo tipo di catalogazione mette in evidenza un altro aspetto dello zen: ossia come ormai sia diventato qualcosa di diverso rispetto alla propria origine orientale; cioè un punto di sfogo sul quale riversare le “frustrazioni” provocate da una sempre maggiore perdita di potere da parte della religione in Italia più forte: il cattolicesimo.

Se da un lato, dunque, assistiamo alla fioritura della cultura zen quale religione o meglio stile di vita, dall’altro lato lo vediamo relegato in un àmbito meno confacente al suo valore. Questo dato potrebbe facilmente essere giustificato facendo un’analisi storico-religiosa del nostro paese da sempre di tradizione cattolica. Ed è proprio in base a un’analisi di questo tipo che si può dire che lo zen, come lo yoga, il tantrismo, ma anche lo stesso buddhismo, è comunque considerato un esotismo in quanto va spezzare quel rapporto di subalternanza che si era creato tra clero e laici.

Benché non si possa dire che ci sia una vera e propria carenza spirituale (del sacro inteso come cattolicesimo), va detto che lo zen rappresenta, con lo yoga, il più grande movimento orientale che oggi interessa gli italiani e, per tanto, non si può ignorare la sua esistenza né considerarlo una moda passeggera e di scarso interesse scientifico.

La seguente ricerca bibliografica ha voluto dare uno sguardo generale allo zen così com’è presentato in Italia; in tal modo sono state volutamente ignorate le opere scritte in altre lingue. Inoltre si è voluto presentare la ricerca suddividendola in varie sezioni dalle quali risulta più semplice identificare le opere che trattano, spesso anche a sommi capi, di un argomento di carattere specifico. Le suddette sezioni non devono essere intese in senso letterario dai vari titoli, ma in modo ampio in quanto un’opera può, in molti casi, appartenere a più sezioni. Va inoltre sottolineato che solo alcune opere appaiono in più sezioni e che si è cercato di lasciarle quanto più possibile distinte. 

Le sezioni in cui è suddivisa la ricerca sono 7:

1.      Testi di carattere storico e interpretazioni dello zen;

2.      Testi di carattere spirituale e/o meditativi;

3.      Traduzioni e opere di maestri zen;

4.      Lo zen e le arti;

5.      Lo zen e l’arte di…;

6.      Varie;

7.      Testi di autori italiani.

 Alcune precisazioni vanno fatte: per quanto riguarda il punto due sono stati inseriti anche quei testi che riportano biografie o esperienze di monaci zen oppure di studiosi occidentali con maestri zen. Queste opere, tutto sommato, rappresentano le fonti alle quali il neofita deve accostarsi per una più approfondita comprensione della materia. Nel punto quattro, invece, sono stati inseriti i testi che riguardano le poesie zen che, benché siano anch’esse, molte volte, fonti sullo zen, è stato preferibile inserirle nella sezione di quelle arti delle quali lo zen rappresenta il sostrato di base per una loro retta comprensione e pratica. Il punto cinque riguarda una serie di testi che seguono un criterio, nel titolo, ormai consolidato e di sicuro effetto. Molti testi hanno seguito questo criterio: alcuni di loro in modo scherzoso altri nascondendo perle di saggezza. Comunque sia, è stato spesso difficile capire quale potesse essere di carattere filosofico e quale un semplice libro che volesse attirare l’attenzione del pubblico con il titolo. Nel punto 6 invece sono stati inseriti quei testi che difficilmente possono essere inseriti in altre sezioni. Spesso i testi sono bizzarri e lasciano alquanto perplessi. Infine, nel punto 7 sono i testi di autori italiani che si sono occupati dello zen. Sorprende vedere che la mole delle opere è abbastanza grande e ciò conferma il fatto che molti studiosi hanno cominciato ad interessarsi sempre più dello zen e, in molti casi, ne riconoscono il valore “scientifico”.


1 Per una panoramica della storia della diffusione dello zen in Italia, si rimanda a Falà M. A., Presenza e sviluppo del Buddhismo in Italia: la nascita dell’U.B.I., Unione Buddhista Italiana, “La Critica Sociologica”, n. 111-112, Autunno-Inverno 1994-95, da p. 119 a p. 128.


 

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Ultimo aggiornamento: 01-06-05.